Spesa bio a casa tua con servizio teutonico

Bioexpress

Continuiamo la nostra indagine sui servizi di consegna a domicilio. Oggi parliamo di Bioexpress, un servizio molto noto e molto teutonico che offre frutta e verdura biologiche a prezzi accessibili. La nostra amica Gabriella l’ha provato per noi e ci ha raccontato pregi e difetti.

Foto di  Gabriella Baldoni

Che cos’è Bioexpress

Bioexpress è un servizio molto noto che porta a domicilio verdure e prodotti biologici in Lombardia, oltre che in Alto Adige, Emilia Romagna, Veneto e Roma. Il servizio funziona bene e raggiunge oltre 4mila famiglie. Il servizio è stato fondato da un gruppo di produttori biologici dell’Alto Adige che vendono in parte loro prodotti e in parte prodotti di altre aziende bio italiane.
Non si tratta di verdure a chilometro zero, anzi i prodotti arrivano da tutt’Italia. In compenso però Bioexpress è certificato C02-neutral, cioè tutte le emissioni di C02 provocate dai mezzi che girano per le consegne vengono neutralizzate da un equivalente di energia verde, prodotta dagli impianti fotovoltaici che installato sul magazzino. Ogni settimana viene comunicata l’origine di tutti i prodotti (per farsi un’idea, potete scaricare il Pdf di questa lista).

I prodotti biologici portati a domicilio

I prodotti sono tutti biologici e stagionali. Interessante la possibilità che arrivino certe verdure (come sedanorapa, rabarbaro, cedro) che è difficile trovare, soprattutto in versione bio.
L’origine dei prodotti è quasi sempre ragionevole (per esempio mele dall’Alto Adige, porri dal Veneto, fragole dalla Puglia, arance dalla Sicilia), tranne in un paio di casi (perché l’aglio arriva dall’Argentina e le cipolle dall’Olanda?).
Le borse si scelgono in base alla grandezza (single: 3-4 chili, 15 euro, media: 6-8 chili, 23 euro, 9-12 chili, 33 euro), e al contenuto (solo frutta, solo verdura oppure verdura e frutta). Ci sono anche cassette speciali, come la cassetta per bambini piccoli (Bio Borsa Baby: 3-4 chili), o la cassetta Ufficio che offre frutta e verdura mangiabile con le mani, senza preparazione, e altri prodotti (come grissini, succo di frutta, cioccolato equosolidale). Via internet si possono aggiungere o togliere prodotti (se per esempio odiate i peperoni, potete chiedere di eliminarli dalle vostre cassette).
Oltre alla frutta e alla verdura si possono poi scegliere prodotti aggiuntivi, come il latte (Latteria Merano, 1,35 euro al litro), le uova (6 per 2,70 euro), pane di diverso tipo (Ultner Bort, per esempio mezzo chilo di pane ai cereali costa 3,80 euro), riso (Cascina Belvedere, riso Carnaroli 3,20 euro al chilo), formaggi, miele, confetture, vini e altro ancora.

Come funziona Bioexpress

L’iscrizione al servizio è molto semplice: si mandano via mail i propri dati specificando che tipo di cassetta si vuole ricevere.
La consegna avviene tramite corriere ed è piuttosto flessibile (si possono consegnare le chiavi del portone, si può indicare un vicino ecc.). A Gabriella inoltre una volta è stata rubata una cassetta e Bioexpress gliene ha rimandata un’altra.
Il pagamento avviene a fine mese, quando arriva la fattura della spesa mensile. Si può pagare con bollettino Freccia, domiciliazione bancaria (RID) e bonifico bancario e postale.  Anche nel metodo di pagamento si vede la teutonicità del servizio: noi italiani siamo poco abituati a pagare dopo aver ricevuto un servizio. Bioexpress ha evidentemente un buon rapporto di fiducia con i suoi clienti.
Le cassette vengono restituite a ogni consegna (ottimo per ridurre gli imballi inutili). Se non si vuole più ricevere la cassetta, basta avvertire 3 giorni prima della consegna.
Sul sito sono presenti informazioni sulle verdure vendute e anche numerose ricette, utili soprattutto per le verdure poco conosciute. A noi per esempio è piaciuta la ricetta che riportiamo qui sotto.

Che cosa ci piace di Bioexpress

Il servizi di Bioexpress ha superato il nostro esame: i prodotti sono venduti a un prezzo abbastanza accessibile: prendendo la cassetta media da 6-8 chili, si spendono 23 euro, quindi circa 3,30 euro al chilo. Sicuramente andando a un mercato diretto di produttori biologici si spende di meno, però bisogna trovare il mercato e avere il tempo di andarci. I prodotti sono freschi e di buona qualità, il servizio molto efficiente e non vincolante. Per darvi un’idea, la cassetta pubblicata in foto è costata 15 euro e conteneva:

  • 6 peperoni verdi (Sicilia 4 euro al chilo)
  • 5 zucchine verdi (Sicilia, 1,80 euro al chilo)
  • un mazzetto di asparagi bianchi del Veneto (8,40 euro al chilo)
  • un porro grosso (Veneto, 2,40 euro al chilo)
  • 3 cespi di bietole (Veneto 1,80 euro al chilo)
  • 5 mele rosse (Alto Adige 1,80 euro al chilo)
  • un cestino di fragole (Veneto 8,40 euro al chilo)
  • 3 banane (Peru/Ecuador 3 euro al chilo)

La ricetta: Crostata di rabarbaro

Ingredienti

  • 200 grammi di burro
  • 200 grammi di farina
  • 200 grammi di zucchero a velo
  • 500 grammi di rabarbaro
  • 4 uova
  • buccia grattugiata di 1 limone

Sbattere il burro, le uova, lo zucchero fino a formare una crema. Aggiungere la buccia del limone e la farina. Foderare con la pasta uno stampo per crostate e ricoprire con uno strato di rabarbaro crudo sbucciato. Infornare a 180 gradi per 30 minuti.

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Info

  • Orari
    Appuntamento su accordo.

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